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Pompa di Calore e Batteria al Sodio: l’Accoppiata per la Casa Elettrica

Abbinare una pompa di calore accumulo fotovoltaico rappresenta oggi la scelta più efficace per chi vuole raggiungere l’indipendenza energetica in casa. La pompa di calore è diventata il cuore termico dell’abitazione moderna: sostituisce caldaia e condizionatore, scalda l’acqua sanitaria e, con il giusto sistema di accumulo, può funzionare quasi interamente con l’energia prodotta dai pannelli solari.

La sfida, però, è gestire i picchi di consumo. Una pompa di calore da 2-3 kW elettrici, attiva per molte ore al giorno, può facilmente superare la produzione istantanea del fotovoltaico nelle ore meno soleggiate. È qui che entra in gioco la batteria di accumulo: immagazzina l’energia in eccesso prodotta di giorno e la restituisce quando la pompa ne ha bisogno, di notte o nelle giornate nuvolose.

Perché la Pompa di Calore Cambia le Esigenze dell’Accumulo

Rispetto a una casa con riscaldamento a gas, un’abitazione full electric con pompa di calore ha un profilo di consumo molto diverso. I carichi termici sono distribuiti nell’arco delle 24 ore e tendono a concentrarsi nelle ore serali e notturne, esattamente quando il fotovoltaico non produce. Una corretta dimensione della batteria di accumulo diventa quindi cruciale: una capacità troppo bassa non copre i fabbisogni notturni, una troppo elevata non viene mai sfruttata appieno.

Per una casa unifamiliare di medie dimensioni (120-150 m²) con pompa di calore come unica fonte di riscaldamento e raffrescamento, un accumulo da 10 kWh è spesso il punto di partenza ideale. Con un impianto fotovoltaico ben dimensionato, si possono raggiungere livelli di autoconsumo vicini all'80% su base annua.

La Batteria Heiwit 10 kWh: Caratteristiche per il Full Electric

Heiwit, primo produttore italiano di batterie agli ioni di sodio certificate CE (con sede a Vimercate e produzione a Cambiago, in provincia di Monza e Brianza), ha sviluppato un sistema di accumulo pensato anche per le esigenze dei carichi elettrici intensi come la pompa di calore.

La batteria Heiwit da 10 kWh si basa su una configurazione a 16 celle in serie (16S1P), con celle da 210 Ah e tensione nominale di 3,1 V per cella (range operativo da 1.900 a 3.900 mV), per un sistema a 49,6 V. La potenza continua in carica e scarica è di 5 kW (C-rate 0,5C), sufficiente per alimentare la pompa di calore anche nelle fasi di avviamento. Il sistema è stackable: è possibile affiancare più unità per aumentare la capacità totale senza cambiare l’inverter.

La durata dichiarata supera i 6.500 cicli con una garanzia di 10 anni, un dato rilevante se si considera che in un impianto full electric la batteria viene ciclata ogni giorno. Per approfondire questo aspetto, la guida sui cicli di vita delle batterie per fotovoltaico offre un confronto dettagliato tra le tecnologie disponibili.

La Tecnologia al Sodio: un Vantaggio nei Climi Estremi

La pompa di calore lavora maggiormente proprio nelle stagioni in cui le temperature sono più rigide o più calde. La tecnologia agli ioni di sodio di Heiwit — con catodo Layered Oxide e anodo in Hard Carbon di origine vegetale — offre un intervallo operativo da -20°C a +78°C, che la rende adatta anche a installazioni in ambienti non climatizzati come garage, cantine o locali tecnici. Le batterie che funzionano a -20°C non richiedono sistemi di condizionamento dedicati, semplificando l’installazione.

Sul fronte della sicurezza, la chimica al sodio offre un profilo intrinsecamente più stabile rispetto alle tradizionali batterie al litio NMC: il rischio di thermal runaway è significativamente ridotto, un elemento importante quando la batteria è installata all’interno di un’abitazione.

💡 Da sapere: Le batterie Heiwit agli ioni di sodio utilizzano un anodo in Hard Carbon ricavato da biomasse vegetali, senza litio né cobalto nella composizione. Questo le rende più sostenibili lungo l’intero ciclo di vita e meno esposte alle oscillazioni dei mercati delle materie prime critiche. Approfondisci sul Hard Carbon come anodo delle batterie al sodio.

L’Inverter Ibrido: il Collegamento tra Fotovoltaico, Batteria e Pompa di Calore

Per integrare correttamente pompa di calore, fotovoltaico e batteria occorre un inverter ibrido capace di gestire i flussi di energia in tempo reale. Heiwit propone due linee:

  • Serie Virgo monofase da 3, 4,6 e 6 kW: ideale per abitazioni residenziali con utenza monofase, copre la maggior parte delle pompe di calore per uso domestico.
  • Inverter trifase Lybra da 6, 8, 10 e 12 kW: pensato per abitazioni più grandi, ville e PMI. Tecnologia SiC, efficienza massima del 98,2%, 3 MPPT fino a 18 kW di input fotovoltaico, 2 ingressi batteria indipendenti, operatività on/off-grid e possibilità di collegare fino a 6 unità in parallelo. Certificato CEI 0-21, VDE-AR-N 4105, G98/G100. Funziona da -25 a +60°C.

La scelta tra le due linee dipende dall’impianto elettrico dell’edificio e dalla taglia della pompa di calore. La guida inverter monofase o trifase per l'accumulo aiuta a orientarsi nel confronto.

💡 Esempio pratico: Una famiglia con una pompa di calore aria-acqua da 2,5 kW elettrici medi, un impianto fotovoltaico da 6 kWp e la batteria Heiwit 10 kWh abbinata all’inverter Virgo monofase da 6 kW può coprire il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo attingendo quasi esclusivamente alla produzione propria. Di giorno la batteria si carica con il surplus fotovoltaico; la sera e di notte alimenta la pompa di calore senza prelevare dalla rete. Nelle giornate particolarmente fredde e nuvolose si può prevedere una carica notturna programmata sfruttando eventuali tariffe off-peak.

Incentivi e Aspetti Economici

L’accoppiata pompa di calore e sistema di accumulo fotovoltaico può beneficiare di incentivi fiscali e detrazioni energetiche, il cui quadro normativo cambia con regolarità. Prima di procedere, è sempre consigliabile verificare la normativa vigente con un tecnico abilitato o un installatore certificato. La pagina dedicata agli incentivi e detrazioni per l'accumulo raccoglie le informazioni più aggiornate disponibili.

Dal punto di vista del ritorno sull’investimento, la riduzione della bolletta elettrica ottenibile con un sistema full electric ben integrato è concreta e misurabile: ogni kWh autoconsumato è un kWh non acquistato dalla rete. Con oltre 6.500 cicli garantiti, la batteria Heiwit è progettata per accompagnare l’impianto per tutta la sua vita utile senza necessità di sostituzione anticipata.

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